| Il primo aprile dello scorso anno, in occasione della rappresentazione
"La zia di Carlo", messa in scena dalla compagnia teatrale quelli
di Collazzi, fu organizzata una raccolta fondi per aiutare un bambino ucraino.
Pochi giorni prima dello spettacolo; la mamma del piccolo, che in quel periodo lavorava a Montepulciano, aveva appreso che il figlio di quattro anni non vedeva più da un occhio; la dottoressa che l'aveva visitato in Ucraina aveva sentenziato che probabilmente la cecità era dovuta ad un trauma e l'unica cosa da fare, visto che si era leso il nervo ottico, era quella dell'asportazione del bulbo oculare prima che arrivasse la cancrena. La mamma era disperata; era dovuta venire in Italia perché dove abitava, guadagnava solo tre dollari al mese facendo l'impiegata e non ce l'avrebbe mai fatta da sola. La raccolta fondi ha fruttato Lit. 722.500, di cui una parte è stata donata dalla Compagnia Quelli di Collazzi, mettendo a disposizione una porzione dell'incasso della serata. E' stato donato tutto alla mamma che, una volta rientrata in Ucraina, ha potuto comprare il biglietto dell'autobus per portare il figlio a Odessa e lì ha potuto farlo visitare da un équipe di medici oculisti svedesi appartenenti all'associazione Medici Senza Frontiere, i quali hanno costatato che purtroppo la cecità esiste , ma è dovuta ad un fatto congenito e non c'è alcun bisogno dell'asportazione del occhio. Con questo articolo si vuole ringraziare tutti coloro che hanno contribuito ad aiutare una persona, a ridargli la speranza e la forza di andare avanti e in particolare tutti i componenti della Compagnia Quelli di Collazzi che hanno messo a disposizione la "loro" serata per aiutare una mamma e il suo bambino. |